sabato 6 novembre 2010

PLASMON

"Oh, capo, scusa una informazione!". Allora, già che mi chiami capo, tu cliente di sta cippa, mi stai già sulle palle. Si, forse sei un laureato, forse sei un dio, forse sei la persona più intelligente di questo mondo, un sovrano platonico ma se esordisci così nei miei confronti ti pregiudico come un cafone. Il pregiudizio nei confronti di un cliente prima ancora di avvicinarsi a me medesimo che sono tatuato con una maglia rossa come addetto vendita reparto tv e che ho dietro al culo plasma, lcd e led vari è la cosa più divertente che possa capitare in un lavoro simile. Gente vestita elegante cioè capi d'ufficio, segretarie, banchieri ovvero l'elite borghese oppure gente vestita male come operai, cassaintegrati, pensionati ovvero la comun massa. Di questi due estremi le ramificazioni sono molteplici: c'è quello che sa, quello che non sa, quello in forse, quello che non gliene frega nulla. Quella che sa e cioè che ha "virtute e canoscienza", come direbbe il caro e buon Dante, ti sputtana oppure ti fa incazzare. Compra un televisore senza bisogno che tu gli dia delle informazioni, sa già tutto lui. "Non si preoccupi, me lo sono già studiato su internet questo lcd Sony!". Secco, indolore, più rapido di una sveltina compra la tv e se ne va volando verso un futuro tecnologico migliore. E' il Socrate dello shopping, ti sputtana il lavoro di commesso in quanto fa tutto lui, si autoinforma e si autocompra senza che neppure tu fiati, quando si prende la scatola sotto l'ascella e va in cassa ti senti libero, senza rotture, da una parte ed inutile dall'altra, soprattutto in agosto quando l'unica cosa che servi sono le tue palle.
Quello che non sa invece è nelle tue mani capaci, lo gestisci come un burattinaio, esce fuori dal negozio con il tuo tv preferito perchè in quanto tua tv preferita consigli al cliente proprio quella che ti piacerebbe acquistare se solo avessi i soldi. Invece sei un morto di fame, addetto vendita, fattene una ragione. Tu cliente che hai acquistato una tv led della Toshiba che IO ti ho consigliato perchè è la tv che IO vorrei avere dimmi grazie perchè è grazie al mio ingegno di addetto vendita che guarderai un porno migliore con tua moglie. Quando però sei tu che consigli al tipo o alla tipa il prodotto devi stare attento perchè poi se non funziona bene sei fottuto, il cliente non verrà più da te a chiederti consigli e tu ti senti un cretino, a meno che fai il furbo e consigli una vendita coi fiocchi come una tv che sai già non potrà tornarti nel culo. Se poi la tv da te consigliata funziona ed il cliente rimane soddisfatto allora beh, hai fatto la tua vendita coi controcazzi. Con un piccolo effetto collaterale, il cliente felice della tv verrà sempre da te e se è un rompicoglioni sono cazzi ogni fine settimana. "Oh salve, si ricorda di me? Sono venuto sabato scorso da lei per una tv! Mi trovo benissimo!". E se sa il tuo nome è la fine. "Signor Tizio! Come va!", comincia a toccarti, a darti pacche sulle spalle. E dopo sette ore di lavoro non è bello, a meno che si tratti di una tipa super (cosa che non accade mai).
Quello in forse ti fa impazzire. Quello in forse è il male incarnato, è il sadomasochista di Saw, ci prova gusto a tenerti per minuti in balia dei suoi pensieri ovvero misure della tv, distanze fra i mobili di casa della nonna della zia della figlia della madre di suo fratello e lo stesso lcd che vorrebbe prendere e se sono in due, quindi una coppia, a scegliere il prodotto è la fine. "Mmmh, amore, ma noi abbiamo un vano di carton gesso alto 64 centimetri! E poi la distanza fra il divano del soggiorno e il vano è di tre metri! Mmmh, che ne dici?". "Ma che dici, Eugenio! Il vano è alto 70 cm e la distanza la devi contare fra il sofà di papà e il vano! Il divano della zia è angolato". E tu sei lì col cilicio a pregare pure Odino che scelgano in fretta fra un 22 pollici ed un 26. Poi no, d'improvviso chiedono cosa sia la tecnologia al plasma, non sapendo ancora che misure e distanze hanno nella loro casa. La domanda che ci si pone è: ma perchè comprare una tv prima ancora di sapere dova possa essere messa? E' come salire su di un tram senza sapere dove vada. Ma che cazzo!
Quello che non gliene frega nulla è il clown della situazione. "Salve, ha bisogno? Posso esserle utile?". E lui: "No grazie, giravo così, stavo aspettando mia moglie! Però, per curiosità, che differenza c'è tra un lcd e un led?". Tu, addetto vendita stanco, tu addetto vendita che conti i minuti per andare a casa a sdrairti sotto al letto coi tappi di cera, tu, si proprio tu addetto vendita, sei costretto a rispondergli, pur sapendo che le tue informazioni saranno vane poichè il cliente non comprerà il prodotto e sai già che sprecherai le cellule delle corde vocali, butterai aria dai polmoni che svaniranno come "lacrime nella pioggia". Allora gli parli, a denti stretti, scazzato con l'orologio che tintinna la tua ora di uscita. "Grazie ed arrivederci!" dice lui, dopo la chiarita su lcd e led. "Salve!", gli rispondi tu e quando sai già che è lontano, vicino all'uscita del negozio con la moglie che si era allontanata dal marito perchè magari doveva chiamare al cellulare l'amante per una prossima scopata, bisbigli un "Vaffanculo impiccati!" e te ne vai, con le ascelle sudate e l'occhio che ti batte. Ma tutto questo nel nome dell'amore per il lavoro perchè il lavoro è importante. Basta lamentarsi ora, c'è gente che sta peggio di noi. Uno di questi è il patron della Plasmon, spesso scambiato per una tipologia di tv. Che Odino lo abbia in gloria.

giovedì 4 novembre 2010

The Genius

Frank Zappa quando limonava faceva ballare le papille femminili fra la chiave di violino e le righe del pentagramma come se fosse la cosa più naturale da fare. Quando invece componeva musica e si spremeva le meningi per partiture impossibili era come se scopasse in un harem perfetto. "Hey punk where are you going with thet flower in your hand?", diceva. Dove cazzo stai andando con quel fiore in mano, stupido hippy? E smetti di drogarti che non serve! E fanculo anche ai tuoi genitori che ti lasciano impasticcare in mezzo la strada coi tuoi amici dementi che vedono i Beatles al posto dei lampioni o le chitarre dei Pink Floyd al posto dei manganelli. E vaffanculo anche all'America, terra di vegetali e di stronzi. Fanculo a Nixon, con quel suo naso, fanculo alla guerra in Vietnam, fanculo a tutti. Zappa mandava esplicitamente all'eterno paese un sistema corrotto e deficitario ma lo faceva in maniera legale, divertente, ironica, satirica e bastarda. Da "Freak Out!" (1966) a "We're only in it for the money" (1968) dove i Beatles e i Jefferson Airplane venivano presi al bersaglio come la freccia di Guglielmo Tell sulla (Grande) Mela. San Francisco, Losa Angeles, New York, Washington. Nessuno escluso. Il suo Fuck Off musicale ed anarchico era elegante, avanti anni luce rispetto ai suoi contemporanei targati anni '60-'70.  Il sound zappiano vomitava qualsiasi genere musicale (rock, jazz, blues, fusion, prog rock, musica sperimentale, musica classica) fino a crearne uno tutto suo, senza cedimenti o note sbagliate. E mentre i diciottenni senza speranza sparavano ai charlie in mezzo alle foglie della giungla, Frank e la sua band, The Mothers Of Inventions compiva un salto gigante nel mondo musicale, un passo degno di quello lunare. La musica non era più fighi cappelloni che suonavano cose già sentite ma uno stato d'animo quasi inconscio e quindi estremamente caotico e pulsionale, lo stato d'animo anarchico ed animalesco che c'è in ognuno di noi, quello fatto di voci incontrollate e incontrollabili, di parolacce, di doppi sensi, di creatività indotta implicitamente tramite fotografie, quadri, film, sesso. Composizioni di chitarra, di pianoforte, di basso, di tastiere, di batteria micidiali che si rifacevano a Varese e alla sua Arcana, a Stravinskij, al blues dei '50, al jazz di Davis e Mingus, ai circhi freak dell'ottocento.  "Uncle Meat" (1969) ed "Hot Rats" (1969), "Jazz From Hell" (1987) dischi da bagordo caotico, da genio, da variazioni cosmiche ed interstellari di violino, da elite estrosa di un mondo porco ed indifferente, da dio della musica, da venerazione.  Suonava le note in modo allucinante e per allucinante si intende lo sbigottimento,  l'oasi vista nel deserto del Sahara o il papa che balla la tarantella con l'islamico. Rendeva suono i suoi baffi, i suoi capelli, la sua voce, la sua chitarra, il suo cancro alla prostata che lo portò nel '93 nell'inferno della musica. Con lui anche la materia si faceva astratta ed Epicuro se la faceva con Mirò e Cristo con Freud. Scopavano tutti quanti nel garage di Joe in modo absolutely free mentre i cacciaviti della musica li guardavano e si toccavano fra loro. Tintinnii metallici che entrano nelle orecchie come le corde di bass and guitar.
Zappa è come la nota finale di "A Day In The Life" dei Beatles, non finisce mai. Rimbomberà da Baltimora a Frisco, da New York alla Luna, dal sole a Rigel fino a galleggiare nello spazio vuoto prima di essere succhiato in un buco nero ed uscire la buco del culo di qualche nuovo artista capace di suonare come lui. Beh, fino ad ora possiamo dire che non ci sono più i buchi neri di una volta.